Ignazio Abate, allenatore della Juve Stabia, ha parlato in esclusiva ai microfoni de Il Mattino toccando vari temi. In passato è stato anche giocatore del Napoli, quando si chiamava Napoli Soccer e giocava in Serie C.
Ha detto uomini diretti: tra questi spicca il nome di Gattuso che è stato suo compagno e suo allenatore: è l’uomo giusto per la Nazionale?
«Rino è innanzitutto un amico. Per l’Italia è perfetto a livello umano e non solo. Ha dimostrato di essere un bravo allenatore. Il ct ha meno tempo di un allenatore per lavorare, gli manca il quotidiano ma Rino ti entra nella testa e nel cuore: in Nazionale è una cosa fondamentale».
Era il 2004 e quello che stava nascendo era il Napoli di Aurelio De Laurentiis.
«Si chiamava ancora Napoli Soccer. E quella era la mia prima vera esperienza da calciatore professionista. Ero ancora minorenne. Quando sono arrivato ero tra i primi: ad accogliermi trovai il Pampa Sosa, Montervino e Montesanto. Stop».
I ricordi di quei mesi?
«Ero felice di essere arrivato in una piazza vera, letteralmente malata di calcio. E poi l’esordio al San Paolo davanti a 55 mila spettatori contro il Cittadella. Calarsi in quella realtà mi ha fatto crescere in fretta. La considero una tappa determinante per la mia carriera».
Lei è stato uno dei primi di quel Napoli: se lo aspettava ora in vetta alla classifica di serie A e con due scudetti in tre anni?
«Mi aspettavo si sarebbe confermata ma due scudetti in tre anni era impensabile. Il merito è stato proprio di De Laurentiis che ha scelto gli uomini giusti per costruire una squadra e un progetto vincente».

