La procura di Torino ha chiuso l’indagine relative alle plusvalenze: i capi di accusa sono falso in bilancio e false comunicazioni al mercato, gli indagati sono, oltre alla Juventus stessa, i massimi vertici del club, tra cui il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex DS Fabio Paratici e l’attuale DS Maurizio Arrivabene. Gli anni presi in considerazione dall’indagine sono il 2018, 2019 e il 2020. Le presunte plusvalenze fittizie ammontano a 155 milioni di euro: secondo l’accusa, artifizi contabili per sistemare i bilanci e contenere le perdite.
Nell’inchiesta della procura sono due le tipologie di meccanismo messe nel mirino: lo scambio di giocatori secondo “valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio del momento” e “gli accordi individuali con i calciatori per ridurre o spalmare gli stipendi dei tesserati”. Il primo caso appunto è quello delle plusvalenze fittizie, con valore dei giocatori ingranditi per riportare a bilancio entrate economiche più grandi: tra i casi segnalati nel documento della procura ci sono le cessioni di Emre Can al Borussia Dortmund per 14 milioni di euro e Simone Muratore all’Atalanta per 3,8 milioni di euro. Per quanto riguarda gli stipendi, l’accusa ipotizza che negli accordi individuali tra società e calciatori le rinunce alle mensilità , volute dal club per ammortizzare le perdite a causa del Coronavirus, sarebbero di entità minori rispetto a quanto detto dai bilanci. Per i pm, il risparmio effettivo sarebbe di 22 milioni di euro, a fronte dei 90 milioni di euro dichiarati a bilancio per la stagione 2019/20.
L’utilizzo di questi metodi ha consentito alla Juventus, di alleggerire le perdite a bilancio tra il 2018 e il 2020. Nello specifico, la perdita del 2018 sarebbe dovuta essere di 85 milioni di euro anziché dei 40 registrati, di 239,2 milioni di euro anziché 89,6 nel 2019, di 222 anziché 209,5 nel 2020.
Si attende ora la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati: per tre di loro, compreso il presidente Andrea Agnelli, era stata richiesta la misura dei domiciliari, rifiutata però dal gip. Sempre il gip valuterà la richiesta dei pm per poi dare inizio all’iter giudiziario: secondo Tuttosport per il club è difficile pensare a qualcosa in più della multa, per i dirigenti indagati il discorso è ampio e si può arrivare anche a 6 anni di reclusione. Si parla ovviamente di pena massima che è quasi impossibile associare al tipo di reato contestato alla Juventus.
Sul piano sportivo la Juventus difficilmente incapperà in penalizzazioni in classifica o peggiori conseguenze. Le plusvalenze sono un meccanismo di bilancio impiegato costantemente nel calcio e diventato qualcosa di vitale per i club italiani. Come riportato da Marco Bellinazzo ” nella stagione 2015/16 i club di serie A hanno realizzato plusvalenze per 376 milioni. Dopo un anno si assiste a un aumento di questa tipologia di entrate dell’85%, a quota 693 milioni. Nelle annate successive il trend si stabilizza e le plusvalenze diventano la seconda voce di ricavo dei diritti tv”
Aumentare l’importo degli scambi di mercato porta così a registrare a bilancio importi alti. Come spiega il giornalista Pippo Russo,” in Italia si è creata una dipendenza da plusvalenze altamente pericolosa. Soprattutto quando si parla di plusvalenze incrociate: il meccanismo di scambiarsi i giocatori per valori pari, nonché eccessivi rispetto a quello che è il valore effettivo del calciatore. Lo scopo è non solo generare plusvalenze, ma anche attivi di bilancio. Se una società da 10 a un’altra società e riceve 10, hanno 20 entrambi. Ovvero i 10 in uscita che rappresentano la plusvalenza e gli altri 10 del calciatore incamerato che diventa un attivo di bilancio”.

