Pensare alla storia, a una città in subbuglio, all’effetto che può fare alzare una coppa europea e riportarla a Firenze può solo confondere le idee. Meglio, scendendo dal pullman arrivato in serata allo stadio dello Slavia, respirare l’aria tiepida della primavera di Praga e non pensarci troppo.
Stasera alle 21 la Fiorentina giocherà la seconda delle tre finali europee del calcio italiano, la sua seconda finale della stagione. La prima, in Coppa Italia, contro l’Inter, è andata male. La seconda può determinare il segno di un’annata intera, ma anche il segno del futuro. La sfida con il West Ham è una di quelle partite dove tutti sanno di giocarsi un pezzo di avvenire, individuale e collettivo. E’ così per Vincenzo Italiano, che proprio in questi giorni festeggia il quinto anniversario della vittoria dei playoff di serie D con l’Arzignano Valchiampo. Passare in cinque anni dai dilettanti veneti a una finale europea è un altro motivo per farsi girare la testa. Ma è così per Commisso, che spera di regalare un trofeo alla piazza. E’ così per i giocatori che arrivano tutti, più o meno, a uno svincolo fondamentale della propria carriera. E’ così per una società che deve decidere cosa vuol fare da grande.

